La violenza maschile si alimenta anche attraverso l’odio social

Sei in: News

Le pagine social di D.i.Re donne in rete l’associazione nazionale che rappresenta 87 associazioni che sul territorio nazionale gestiscono Centri antiviolenza, (compresa Demetra donne in aiuto) sono state aggredite nei giorni scorsi, da una shitstorm violentissima, durata 48 ore. Uno sciame di haters organizzati ha attaccato i profili Instagram e Facebook della rete antiviolenza, dopo la pubblicazione della lettera inviata ad Eugenia Roccella, ministra per le Pari Opportunità, affinché intervenisse sui cartelloni che a Napoli pubblicizzavano un numero antiviolenza inesistente. Una comunicazione fuorviante perché il numero che in realtà era solo parte di una mail, è molto simile al 1522, il numero verde antiviolenza del DPO, e si presentava su quel cartellone come un servizio alternativo che accoglie tutte le vittime di violenza, compresi gli uomini. Dall’altra parte c’è solo uno studio legale che offre consulenze online. Non solo le pagine social D.i.Re ma anche la nostra Nadia Somma, responsabile del Centro antiviolenza Demetra donne in aiuto, alla quale esprimiamo insieme a D.i.Re tutta la nostra solidarietà, è stata personalmente presa di mira, insultata e minacciata per la sua attività di sensibilizzazione che svolge attivamente sui social da anni. In particolare, scrivendo sul Fatto Quotidiano. Le donne dei Centri antiviolenza non si lasceranno intimidire ma desta comunque preoccupazione il clima di crescente odio e minaccia nei confronti delle operatrici dei Centri antiviolenza. In quelle ore il Centro antiviolenza di Parma e Lucha Y Siesta di Roma, sono stati oggetto di atti di vandalismo. Numerosi gli attestati di solidarietà da parte del Gruppo Donne Pd della Commissione sul femminicidio e da parte della senatrice Valeria Valente da sempre particolarmente vicina ai Centri antiviolenza. Anche molti uomini e molte donne, che fanno attivismo contro la violenza, hanno espresso vicinanza alla rete dei Centri antiviolenza. Ricordiamo che in passato non sono mancati casi di aggressioni dirette ai Centri antiviolenza e alle loro avvocate e operatrici ma aumenta l’odio in un clima sociale e politico che legittima da anni linguaggi violenti, sdoganati anche da politici. Questi gruppi di odiatori si sentono sempre più legittimati ad alzare i toni e il livello di minaccia. Continueremo nella nostra opera di sostegno alle donne vittime di violenza contrastando un clima reazionario e violento di fronte al quale dobbiamo essere tutte resistenti.

Resta in contatto con noi

Inserisci la tua email e clicca ISCRIVITI per iscriverti alla nostra newsletter.

* Obbligatori