Il tabù della violenza maschile contro le donne anziane

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violenza contro donne anziane

L’11 ottobre al Salone Estense, l’associazione Demetra è stata invitata a intervenire nel seminario Maltrattamento e violenza, organizzato da Auser – Circolo Auser Ravenna – Sezione Lugo, Spi Cigil e A.N.P.I. Lugo.

Si tratta di un fenomeno che è ancora inadeguatamente indagato e svelato e che richiede necessariamente interventi specifici.

Le donne anziane subiscono non solo le stesse violenze che subiscono gli uomini anziani: il maltrattamento da parte di figli o di caregiver sia nelle abitazioni che nelle residenze per anziani, o altre condizioni afflittive, come l’abbandono da parte di parenti che li lasciano senza alcuna assistenza morale e materiale.

A queste condizioni, si aggiunge la violenza di genere alla quale a sua volta, si somma spesso, l’elemento della povertà poiché le disparità economiche tra uomini e donne permangono anche fino alla fine della vita.

Le donne, infatti, percepiscono pensioni inferiori a quelle degli uomini e rischiano di vivere in una situazione di maggiore difficoltà economiche fino all’ indigenza.

In questa cornice di asimmetria, si consumano le violenze da parte del partner. Possono esserci donne che hanno subito violenza tutta la vita da mariti che non cessano di esercitarla nella terza età. Oppure ci sono condizioni che favoriscono comportamenti violenti come patologie degenerative che accrescono l’aggressività. 

Un altro tabù riguarda la violenza sessuale commessa contro le anziane. Si tratta di una forma di violenza che viene scarsamente denunciata ma anche rimossa a causa degli stereotipi e dei pregiudizi sulle vittime di stupro. La narrazione tossica sulla violenza sessuale banalizza ed erotizza questo crimine contro le donne poiché spiega le aggressioni come reazioni a comportamenti sessuali delle vittime e quando si tratta di donne anziane mancano le parole per raccontarla. Se si riconoscesse la violenza sessuale come una forma estrema di controllo e potere, le parole non mancherebbero.

I femminicidi*, intesi come uccisione delle donne, non risparmiano le donne anziane. Molti di questi crimini sono raccontati sulla stampa erroneamente come omicidi per pietà senza alcun approfondimento e anche quando sono commessi senza il consenso della vittima e in maniera estremamente cruenta. Le cause sono riscontrabili sempre nelle asimmetrie nei ruoli di genere. Alle donne, percepite come onnipotenti e infinitamente sacrificabili, viene chiesto di svolgere il lavoro di cura fino alla fine dei loro giorni ed è intollerabile che ad un certo punto della loro vita non possano più erogare cure ma abbiano bisogno di accudimento. Sarebbe importante riconoscere la radice della violenza di genere quando colpisce le donne anziane per evitare ulteriori rimozioni di un fenomeno che negli ultimi 10 anni, è cresciuto del 150%. Per questo è importante e non più rinviabile costruire interventi per tutelarle.

*Il femminicidio, secondo la antropologa Marcela Lagarde, non si riferisce solo all’uccisione delle donne ma a tutte le forme di discriminazione e di violenza che le possono colpirle quando queste si sottraggono ad aspettative e imposizioni sul loro ruolo di genere.

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