Si rafforza la rete di istituzioni e associazioni per la prevenzione della violenza contro le donne e il bullismo

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Incontro di formazione in Prefettura

L’Osservatorio in Procura e un Tavolo Permanente di monitoraggio in Prefettura hanno l’obiettivo di rafforzare la rete di intervento tra forze dell’ordine, le istituzioni e le associazioni coinvolte nella rete per realizzare la prevenzione e il contrasto alla violenza contro le donne, la devianza giovanile e il bullismo. La formazione che si è svolta a Ravenna il 15 marzo scorso nella Sala D’Attorre a Ravenna a cui hanno partecipato rappresentanti dei soggetti della rete, ha l’obiettivo di rafforzare le risposte e gli interventi a sostegno delle vittime di violenza. Sono intervenute/i: Castrese De Rosa, prefetto di Ravenna, Daniele Barberini, Procuratore della Repubblica di Ravenna, Maria Pia Parisi, presidente del Tribunale di Ravenna, Michele de Pascale, sindaco di Ravenna, Alessandra Bagnara, presidente di Linea Rosa che è intervenuta a nome anche dei Centri antiviolenza SOS Donna di Faenza e Demetra donne in aiuto e ancora, Desirée Fondaroli e Matilde Botta docenti dell’Università di Bologna, Francesca Bravi direttrice sanitaria e Roberta Mazzoni direttrice del distretto, e Paolo Bernardi, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale.

In base ai dati raccolti dall’Osservatorio Regionale sulla violenza contro le donne, in Emilia-Romagna le donne sono oggetto di violenze multiple: il 60.4% subisce violenze fisiche, il 38.3% economiche, il 20.3% sessuali, l’88.1% psicologiche. Nel 2023 le donne accolte nei Centri Antiviolenza che hanno subito violenze fisiche sono state 2089 (61.7%), violenze economiche 1298 (38.4%), 700 violenze sessuali (20.7%) e 3071 violenze psicologiche (90.8%). Percentuali che si discostano di pochi punti da 1 a 3 da quelle dell’anno precedente. Si tratta di dati significativi che però rappresentano solo la punta dell’iceberg perché il sommerso resta alto e solo interventi sempre più efficaci possono far emergere le violenze e accogliere le vittime, nel rispetto dei loro bisogni.

Quella del 15 marzo è stata la prima tappa di una serie di incontri volti a tracciare un percorso formativo comune ai soggetti della rete. 

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