Manifestazione a Roma

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Manifestazione a Roma

Il 26 novembre le nostre attiviste saranno a Roma alla manifestazione femminista e transfemminista organizzata da NUDM – Non Una di Meno, alla quale ha aderito anche D.i.Re donne in rete contro la violenza di cui Demetra donne in aiuto è socia. Si tornerà in piazza dopo due anni di lockdown per manifestare contro la violenza maschile ma anche per il rispetto della 194, la legge che nel 1978 trasse le donne fuori dall’incubo dell’aborto clandestino, assicurando l’assistenza medica a tutte quelle che non intendevano portare avanti una gravidanza. In 50 anni la legge è stata avversata e ostacolata sia con l’obiezione di coscienza che attraverso una propaganda cinica che stigmatizza le donne che scelgono di abortire. Si sarà in piazza anche per per i diritti economici delle donne. Persiste un gap salariale e occupazionale tra uomini e donne che ostacola il raggiungimento della parità. Secondo una ricerca europea le donne guadagnano in media il 15% in meno degli uomini, in Italia una su tre lavora al nord ed una su quattro al sud. Nel contesto lavorativo le donne possono subire molestie sessuali che le rende maggiormente esposte al rischio di perdere o lasciare il lavoro. Secondo I’indagine Istat condotta nel 2016: “sono un milione 404 mila le donne che nel corso della loro vita lavorativa hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro. Rappresentano l’8,9% per cento delle lavoratrici attuali o passate, incluse le donne in cerca di occupazione. Nei tre anni precedenti all’indagine, ovvero fra il 2013 e il 2016, hanno subito questi episodi oltre 425 mila donne (il 2,7%). La percentuale di coloro che hanno subito molestie o ricatti sessuali sul lavoro negli ultimi tre anni è maggiore della media del 2,7% tra le donne da 25 a 34 anni (3,1%) e fra le 35-44enni (3,3%)”.

ll peso de lavoro di cura ricade ancora sulle spalle delle donne. Se durante la pandemia del Covid -19 le donne sono state le più colpite dai licenziamenti, le ricerche svolte in tempi normali, confermano che in Italia sono le donne a farsi carico di gran parte del lavoro non retribuito ovvero del lavoro di cura anche quando hanno un’occupazione.

 Le italiane, occupate e non occupate, svolgono ogni giorno attività di lavoro domestico e di cura in media quattro volte in più degli uomini (in media 5 ore e 14 minuti contro un’ora e 40 minuti). La società italiana si conferma in Europa, come quella che più lentamente degli altri Paesi, fatica a cambiare. Le italiane restano fra le europee quelle che dedicano più tempo alla famiglia, seguono le donne spagnole (209 minuti al giorno), quelle slovene (181 minuti al giorno), quelle francesi (169 minuti al giorno). Questa rigida divisione di ruoli sostenuta da pregiudizi e stereotipi, rende difficile quel cambiamento che non si può più aspettare e mantiene in essere disparità che fomentano la violenza ad ogni livello: nelle relazioni di intimità, sul posto di lavoro, da parte di estranei. Per questo è importante essere a Roma il 26 novembre prossimo e noi ci saremo.

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