L’8 marzo di Demetra donne in aiuto

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Le conseguenze - I femminicidi e lo sguardo di chi resta

L’associazione demetra donne in aiuto ha aderito, insieme all’associazione DiRe donne in Rete, allo sciopero di Non Una di Meno e ha organizzato la mostra fotografica “Le conseguenze” della giornalista e fotografa Stefania Prandi. La mostra sarà allestita a Palazzo Vecchio a Bagnacavallo dall’1 all’8 marzo. La mostra fotografica è un reportage durato tre anni, che accompagna la testimonianza dei famigliari delle vittime di femminicidio, raccolte nel libro omonimo: “Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta” scritto da Stefania Prandi, giornaliste e scrittrice con la passione della fotografia. Un percorso che illustra il dramma di chi resta dopo un femminicidio, figli e figlie, madri e padri, fratelli e sorelle che devono elaborare una perdita inaccettabile e iniqua che spesso stronca giovani vite, ma devono anche a fronteggiare le spese legali, le umiliazioni degli avvocati difensori degli assassini che nelle aule dei tribunali sviliscono le vittime, offese che talvolta risuonano nelle sentenze che colpevolizzano le vittime e attenuano le responsabilità degli assassini. Ai genitori delle vittime resta il compito, in solitudine e spesso nell’assenza dello Stato, di crescere gli orfani di femminicidio, quelli che Anna Costanza Baldry, psicologa e ricercatrice, scomparsa prematuramente il 9 marzo del 2019, definì “orfani speciali” : dal 2000 al 2014, 1600 bambini hanno perso la madre per mano del proprio padre.

Il 5 marzo, sempre a Palazzo Vecchio, alle ore 17 è previsto un evento pubblico al quale

parteciperanno Ada Sangiorgi assessora alle Pari Opportunità del Comune di Bagnacavallo, Giuseppina Dessy, presidente di Demetra donne in aiuto, Manuela Liverani, avvocata e vicepresidente di Demetra donne in aiuto, Elena Zaccherini, direttrice del Fondo vittime di reati e Giovanna Piaia, presidente dell’associazione Dalla Parte dei Minori e ci sarà la partecipazione dell’associazione Una Panchina per Elisa, fondata in ricordo di Elisa Bravi, assassinata il 19 dicembre del 2019 a Glorie di Bagnacavallo dal marito Riccardo Pondi, condannato in Corte d’Assise a 24 anni di carcere.

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