Demetra: un anno di ascolto, accoglienza e progettualità. Crescono le donne che chiedono aiuto

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Ci sono numeri che non restano sulla carta. Numeri che portano con sé voci, volti, storie di donne che cercano una via d’uscita. Al 31 ottobre 2025, Demetra donne in aiuto ha aperto le sue porte a 122 donne. Un dato che parla della fiducia crescente nel Centro antiviolenza, ma anche della maggiore consapevolezza e del coraggio di chi decide di chiedere aiuto.

«Nel nostro ventesimo anno di attività – racconta la presidente Nadia Somma Caiati – questo aumenta l’emersione del fenomeno: sempre più donne riconoscono la violenza e decidono di non affrontarla da sole». Ma è anche il segnale di un contesto che, tra precarietà, disparità e regressioni culturali, spesso continua a ostacolare la libertà femminile. «Non bastano misure securitarie. Serve un impegno vero per contrastare le radici profonde della discriminazione», aggiunge Somma Caiati.

Dietro le 122 donne accolte ci sono storie diverse, ma troppo spesso ferite dagli stessi traumi: 111 hanno subito violenza. La più diffusa è quella psicologica, silenziosa e pervasiva, seguita da quelle fisica, economica e sessuale. Molte hanno varcato la porta di Demetra con i propri figli, cercando protezione e un nuovo inizio. In questi mesi sono state attivate 15 emergenze, accogliendo 9 donne e 5 minori nell’immediato, mentre nelle case rifugio hanno trovato un luogo sicuro 11 donne e 6 bambini.

Grazie ai finanziamenti regionali entro la fine dell’anno si aprirà una terza casa rifugio: uno spazio in più dove poter ricominciare, una stanza in più dove sentirsi al sicuro.

Accanto alla protezione, cresce anche la prevenzione. Le operatrici di Demetra hanno incontrato oltre 30 classi delle scuole superiori e 10 classi delle medie, parlando con ragazze e ragazzi di rispetto, autonomia, libertà. Perché è lì, nei luoghi in cui nascono le prime relazioni, che si costruisce un futuro diverso.

25 novembre: il ricordo e l’impegno
Il 25 novembre, alle 10, al Parco del Loto, la comunità si ritroverà per ricordare le donne che sul territorio hanno perso la vita per mano della violenza maschile: Paola Montanari, Maurizia Panzavolta, Nicoletta Taroni, Yanexi Gonzales Guevara ed Elisa Bravi. Un momento di memoria, ma anche di responsabilità collettiva.

A seguire, una camminata fino alla sede della CGIL, dove sarà inaugurata una nuova panchina rossa: un segno visibile, un invito a non distogliere lo sguardo. L’iniziativa nasce grazie alla collaborazione tra Demetra, CGIL, Auser, Spi-Cgil, ANPI e l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

Demetra chiude un anno di lavoro intenso, fatto di ascolto, cura e determinazione. E ricorda che ogni donna che si avvicina al Centro non è mai sola: c’è una rete che la accoglie, la accompagna e cammina con lei verso una vita libera dalla violenza.

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