Il costo della virilità

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Costo della virilità

In occasione della Giornata Internazionale della donna, Demetra donne in aiuto ha organizzato un evento online sulle pagine Facebook e YouTube dell’associazione, per presentare il libro “Il costo della virilità. Quello che l’Italia risparmierebbe se gli uomini si comportassero come le donne” scritto da Ginevra Bersani Franceschetti e Lucile Peytavin (Pensiero Scientifico Editore). All’incontro ha partecipato una delle due autrici, Ginevra Bersani Franceschetti, economista, copresidente di “Politiqu’elles” una associazione per la promozione del ruolo delle donne nella società e cofondatrice dell’associazione “Gente et statisques” . Il video dell’incontro è ancora online.

Il libro raccoglie i dati sulla violenza maschile e i suoi costi, le fonti sono l’Istat, il Ministero degli Interni, e altre fonti ufficiali. Nell’introduzione si leggono numeri che lasciano senza fiato:’La violenza maschile è onnipresente e costosa per la nostra società. In Italia, gli uomini sono responsabili della maggior parte dei comportamenti antisociali. Nel 2018 rappresentano l’82,4% dei 500mila autori di reati per i quali è stata aperta una procedura penale nel corso di un anno, l’85,1% delle persone condannate dalla giustizia, il 92% degli imputati per omicidio, il 98,7% degli autori di stupri, l’83,1% degli autori di incidenti stradali mortali, l’87% dei responsabili di abusi sui minori e il 93,6% degli imputati di pornografia minorile. Sono il 95,5% della popolazione mafiosa, l’87,5% degli imputati per rissa e il 76,1% per furto, sono il 91,7% degli evasori fiscali e L,89,5% degli usurai, il 93,4% degli spacciatori e il 95,7% della popolazione carceraria”.

Cifre impressionanti, soprattutto quando si leggono le ricadute dei costi sullo Stato: 98,78 miliardi di euro l’anno. Una cifra che equivale al 5% del Pil – Prodotto interno lordo del 2019. Le autrici analizzano quali sono le cause di questa disparità nella violenza tra uomini e donne: non dipende a fattori genetici, né sessuali o ormonali ma piuttosto culturali. La violenza maschile è il prodotto di un modello di virilità imposto ai giovani uomini che si sentono autorizzati ad agire la violenza più di quanto non facciano le donne, capaci di commettere le stesse violenze ma con numeri più contenuti perché inibite da quella cultura che mitizza la mascolinità tossica. Quale strada percorrere allora per abbassare il livello della violenza maschile? Ginevra Bersani Franceschetti ha detto che non spetta né a lei, né a Lucile Peytavin indicare la soluzione che deve essere politica, ma il punto di partenza resta il cambiamento culturale e il rifiuto della mascolinità tossica e dei suoi miti logori e superati.

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